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domenica 10 gennaio 2016

post 182: happy new year (inedito 2016)



Ho imparato in questo anno appena finito due lezioni importanti che faranno parte di me fino all’ultimo dei miei giorni.

Mai, e poi mai, regalare la propria innocenza ad alcuno. Perché la maggior parte delle persone è presente solo se interessata, non vuole ascoltare quello che hai da dire, ancor più quando si parla di sentimenti. La propria indole va donata a chi dimostra di saperla meritare perché questo è oltre al dono più grande che si possa concedere.
Mai, e poi mai, credere che la solitudine possa destinare all’oblio. Siamo come alberi che spesso necessitano d’una sfoltita di ciò che oramai è inutile diventato addirittura peso da sopportare. Arrabbiarsi quindi non serve, far marcire il proprio fegato ci duole soltanto, imparare ad essere liberi lasciando liberi gli altri. Di muoversi nella direzione che hanno scelto e che, nella maggior parte dei casi, li porterà lontano da noi.

La felicità dipende da ciò che siamo ed abbiamo il coraggio di provare ad essere perché se dipendessimo dagli altri la vita sarebbe un inferno. Ognuno di noi è sulla propria barca in mezzo al mare e se smettiamo di remare ci fermiamo restando in balia delle onde. Anche se cerchiamo di convincerci che remare in due è meglio, diventando disponibili ad aspettare un compagno di remo che forse un giorno arriverà, l’unica cosa saggia da fare è una. E soltanto una.
Con tutta la fatica necessaria ricominciare a vogare, il sudore ed il corpo dolente ci faranno capire d’essere vivi ed in movimento, e quindi puntare la nostra prua verso il domani.


Dobbiamo donarci a chi dimostra di saper rispettare, non ricambiare, e smettere di ridurci dentro ad una disperata ricerca d’attenzione.

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