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martedì 11 agosto 2015

post 164: anima gemella


La ricerca dell’anima gemella è spesso vana tanto che ci s’accontenta di credere possibile trasformare un’empatia in un sentimento indissolubile come quello che solo due anime identiche possono stabilire.
Aspettando, e soffrendo, si tenta assecondandosi e modificandosi alle necessità altrui di rendere migliore ciò che migliore non potrà mai essere: è solo un accontentarsi tentando di rendere meno disperata la propria esistenza. E anche se la certezza definitiva non è scritta si resiste ignorando che la logorante rinuncia a se stessi porterà a cambiare tanto fino a che, se pur quel momento tanto ambito dovesse compiersi, non si sarà mai in grado di soddisfare un desiderio così a lungo sopito.
Ma gli umani sanno continuare fino al punto di riuscire a credere in qualcosa d’impossibile percependolo come probabile o plausibile, semplicemente imponendoselo, certi che sofferenze e indifferenze saranno il necessario prezzo da pagare per giungere all’equilibrio agognato.
E questo sembra bastare.
Anche se nulla intanto cambia.

E quello che resta è solo un continuo attendere.

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