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martedì 15 aprile 2014

Italia


 
 Maurilio conosceva Italia fin da bambino. Avevano pochi mesi di differenza ma fin da piccoli furono inseparabili e poi, dal momento in cui Maurilio cominciò a sentire i primi segnali della pubertà, separati visto che Italia non era certo quello che si può definire una bellezza da copertina. Spalle strette, fianco importante, anteriormente piatta come una tavola da surf, acne aggressiva, apparecchio per i denti e violenta miopia che l’obbligava a calzare spessi occhiali. Lei era però follemente innamorata di Maurilio nonostante questi la considerasse solo un’amica.
Italia compì sedici anni: quel compleanno fu il più brutto della sua vita. Figlia di un ufficiale dall’aeronautica con evidenti nostalgie monarchiche, dovette seguire la famiglia quando il padre fu trasferito in un’altra città, fu costretta a troncare tutti i rapporti d’amicizia e, soprattutto, rinunciare a Maurilio. Il loro fu un addio, o meglio, un arrivederci da tragedia greca. Infatti era certa che prima o poi sarebbe tornata a prendersi l’uomo che amava. Quel pensiero le rese meno duro il distacco anche se pianse amare lacrime il giorno, per lei funesto, del distacco.
Tre anni dopo tornò e la prima persona che volle incontrare fu il suo Maurilio. In quel lungo periodo di lontananza molte cose cambiarono: non tanto in Maurilio che vagava come un dannato vittima della cronica sindrome da imbastonamento, ma soprattutto in lei. Si era trasformata da brutto anatroccolo a splendido cigno tanto che Maurilio stentò a riconoscerla restandone folgorato. Il loro rapporto si ribaltò: lui divenne un cagnolino da guardia scodinzolante che la serviva ossequioso quasi fino alla noia. Italia, nonostante fosse lusingata, non accettò quel cambio d’atteggiamento e non si fidò per lungo tempo anche se dentro di lei il cuore batteva sempre e solo per lui. Restarono amici e confidenti e forse questo li portò a conoscersi meglio tanto da diventare veramente inseparabili. Ma quello fu pure il limite oltre al quale non vollero o riuscirono a spingersi finché, tempo dopo, il destino decise per loro.

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