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mercoledì 16 aprile 2014

La strana coppia


 
Maurilio, dopo molti squilli, alzò la cornetta con notevole fastidio e rispose. Appena sentita la voce di Italia si destò cancellando in un istante il torpore che l’aveva inghiottito. Erano settimane che non si sentivano: il suo cuore batteva agitato anche se presagiva brutte notizie. Infatti erano ormai diventate consuetudine le confidenze di Italia riguardanti i suoi problemi e, soprattutto, le sue relazioni sentimentali. Maurilio sapeva che quando passava tempo senza vedersi o sentirsi significava che la sua bramata stava all’inizio o alla fine di una nuova storia, ma quella volta fu un colpo inaspettato e più duro del solito. Italia aveva iniziato una relazione con il Burfo.
Si diceva attratta da quel ragazzo anche se lo trovava spesso strano nei modi e negli atteggiamenti che sfociavano regolarmente in discussioni interminabili. E poi, come Maurilio ben sapeva, il Burfo continuava ad essere manesco. Non contro di lei ma contro chiunque lo infastidisse. Lei stufa di quella routine anche se estasiata dalla voracità e potenza sessuale alla quale era sottoposta da quell’uomo.
Più volte alla giornata.
Maurilio deglutì nervoso.
Avrebbe fatto qualunque cose per separarli ma già come era capitato nella sua relazione anni prima con Annalisa, la sorella del Burfo, preferì vigliaccamente tacere onde evitare drammatici epiloghi. E ascoltò in silenzio le confidenze.
Italia raccontò un episodio accaduto qualche sera prima mentre si trovava in macchina con il Burfo in un luogo appartato. Lui si eccitava come un bufalo solo in certe situazioni, tendenzialmente all’aperto, esposte e poco confortevoli. Stavano da qualche minuto avvinghiati nelle inevitabili fasi di petting. Poi passarono ad un petting avanzato ed infine, dopo essersi totalmente denudati, erano pronti a prodigarsi in qualcosa di concreto e complessivamente più gratificante. Praticamente. Il Burfo le stava dietro ansimando come un coleottero in calore mentre lei, carponi e con il viso rivolto all’anteriore dell’auto, s’attaccava ora al volante ora al cambio ora al retrovisore ora dove le capitava, per resistere a quell’irruenza selvaggia e goderne al massimo. 

“Mi piaceva tanto…” disse con un filo ancora di un’estasi non ancora conclusa, Maurilio sbuffò nervoso come un toro nell’arena, restò silente per ascoltare il seguito anche se non avrebbe voluto saperlo. 

Italia proseguì serenamente specificando con dettagli sempre più infinitesimali tutti gli istanti della monta. Ma prossimi all’acme vennero gelati però dall’urlo di piacere emesso da un sconosciuto che, completamente nudo e sdraiato sul cofano dell’auto era arrivato, poco prima della coppia, all’apice del suo godimento provocatogli da quello spettacolo condito da un’efficace e consolidata dose di autoerotismo. Inevitabile lo sconcerto dei due amanti e contemporaneamente del nudo onanista oramai venuto allo scoperto.
Diverse furono le reazioni dei tre.
Il Burfo, ancora in stato di pre-orgasmico ma subito lucido, accese l’auto e partì mentre con la mano tentava di completare il suo godimento. Il nudo onanista cadde perché l’auto si arrestò subito e improvvisamente -Burfo infatti non riuscì in quel concitato momento a gestire bene la manovra frizione-accelleratore facendo spegnere, dopo un sobbalzo, l’auto-. Onan il guardone si rialzò, sbirciò dentro al finestrino e dopo aver fatto l’occhiolino ad Italia che ancora giaceva nella posizione sopraccitata in preda ad un quasi orgasmo amplificato dall’essere guardata in quella posa sconcia, si dileguò nel buio della notte. Il Burfo in totale balia ora degli eventi urlò: 

“Ora t’ammazzo!!!” 

Riaccese l’auto e partì sgommando ma la sua corsa finì dopo qualche metro in un fossato che si sviluppava parallelo alla strada. Italia, spaventata ma intimamente eccitata dalla reazione di Onan il guardone, pensò di finire da sola mentre il Burfo a quella vista iniziò ad imprecare anche contro di lei. Ma lei l’ignorò e finì quello che ormai aveva iniziato.
Il giorno successivo Italia troncò la relazione. L’imprevisto epilogo fece esultare intimamente Maurilio ma dopo pochi istanti un colpo più duro lo mise definitivamente al tappeto facendogli rigettare succhi gastrici verdi d’ira. Italia ammise di essersi messa con Onan il guardone, attratta da quella sua istintiva sfrontatezza, si dichiarò profondamente ed intimamente presa.
Quella telefonata finì con Maurilio esanime al suolo con un filo di bava fuoriuscente dalle labbra. Italia, invece, ulteriormente eccitata dal pensiero di quell’uomo così unico riattaccò preda di un nuovo fremito di passione.

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